Tecnologie affettive/Lui è la massaia che mette ordine, pulisce, ritrova dove sono passati i sogni

Da mauriziotorchio.

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Martina Montauti. Lettera.com, 26 luglio 2005.
Sei racconti particolari e fulminanti, che forniscono uno spaccato dell’Oggi tanto paradossale quanto non così lontano dalla realtà delle nostre teste. “Inermi”, “Nudi”, “Sprovveduti”, recitano le note di copertina. Siamo davvero così? E finiremo davvero a ricorrere ai palliativi descritti in questa piacevole opera prima? In fondo lo facciamo già e risulta quasi più romantico pensare a una marmellata che conservi il ricordo dei baci che a un’interminabile seduta in palestra o a una festa ad alta gradazione alcolica. Maurizio Torchio sembra concedere una via d’uscita all’umanità “tecnologica” e alla velocità, alla fruibilità dei suoi strumenti; in fondo l’essere umano è pieno di inventiva e trabocca di cuore. Quale profonda depressione e quale chip potrebbero farglielo dimenticare? Questi racconti rispondono: nessuno, perché anche nel momento più povero e solitario (si pensi a “Effervescente Paloschi”), emergono la natura umana, la sua complessità, le sue meravigliose contraddizioni.

Il libro è curioso e, soprattutto, incuriosisce. Finalmente un soggetto originale e perfettamente aderente ai tempi, con l’ironia e quella “profondità leggera” che distinguono gli scrittori di buone speranze da quelli che si prendono troppo sul serio. Da leggere.

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