Piccoli animali/Solitudine e unione, amarezza e tenerezza, abbandono e ricongiungimento

Da mauriziotorchio.

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Isabella Spagnoli. Gazzetta di Parma, 12 febbraio 2009.
I protagonisti di «Piccoli animali», primo romanzo di Maurizio Torchio (Casa editrice Einaudi, euro 16) sono uomini e donne, nascosti dietro riti e consuetudini, che non riescono a bastare a se stessi; ognuno di loro cerca di plasmare qualcuno (o qualcosa) che gli somigli. Tutti hanno l’ambizione, anche se non rivelata, di trovare un essere da amare, ma anche qualcuno che si prenda cura dei loro corpi e delle loro anime. Ci sono Natalie e David, americani che per adottare un bimbo sono pronti a volare dall’altra parte del mondo, in un orfanotrofio che mette i piccoli in esposizione su Internet; Annalisa e Fausto, italiani, che, invece, per un’adozione devono attraversare un faticosissimo iter burocratico; Laura e Carlo che, pur vivendo sotto lo stesso tetto, si sono persi da tempo e Andrea, solitario inquilino di monolocale che comincia a sentire troppo stretto. Questi «piccoli animali», desiderosi che qualcuno, al più presto, li adotti, sono «disegnati» dall’autore con mano decisa. Torchio usa un linguaggio asciutto, scorrevole che incita alla lettura senza pause, senza perdere il filo dei legami che si scoprono fra le pagine. Legami che si intrecciano, fondono e moltiplicano all’infinito, accomunati dal desiderio di appartenere a qualcuno. «Voglio una cena per soli amanti, senza l’amato. Cena di chi vuole qualcuno tutto per sé, e non riesce ad averlo. Ma gli amanti non si organizzano. Gli amanti non si riconoscono nemmeno, quando si incontrano. Gli amanti non li sa nessuno», scrive l’autore che sonda l’animo umano nelle sue mille sfaccettature. Lo fa descrivendo Natalie, una donna «affamata» dall’idea di essere madre che compila questionari virtuali alla ricerca di un bambino da adottare, o Laura che, silenziosa, osserva se stessa nello specchio immobile di un parrucchiere, lei, incapace di dire qualcosa di diverso da «va bene». L’autore tratteggia con abilità le debolezze di Andrea che frequenta una palestra dove si predica la resurrezione dei corpi o di Carlo che non riesce a rinunciare ai suoi wargames e agli amici. «Piccoli animali» è un libro che permette di riflettere sul significato di solitudine e unione, amarezza e tenerezza, abbandono e ricongiungimento. Un libro che narra, anche, come pure l’amore abbia i suoi effetti collaterali a volte feroci… come ci insegna la Storia.


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