Tecnologie affettive

Da mauriziotorchio.

Tecnologie affettive.jpg
Sei racconti di micidiale intelligenzaEnrico Remmert, Rolling Stone
Una sinfonia “in grigio” condotta con straordinaria maturità di mezzi.Renato Barilli, L’immaginazione
Immagini autonome, d’una densità semantica e d’una forza icastica che – come nei film d’autore – non necessitano di esplicativi “fuori campo”.Daniela Carmosino, Conquiste del Lavoro

Scheda dell'editore

Molti degli umani di questo libro sono spietati perché affaticati. Perché alla nascita sono i più inermi, e i più nudi, e i più sprovveduti di tutti gli animali. Si strappano le cose, gli affetti e i ricordi di mano tra generazioni, tra classi, tra sessi. Chi ha potere lo usa senza risparmio.


Rassegna stampa

- Sei variazioni su un unico tema. Sandro Dell’Orco. Libri e riviste d’Italia.
- Lui è la massaia che mette ordine, pulisce, ritrova dove sono passati i sogni. Martina Montauti. Lettera.com.
- Putrefazione delle emozioni. Stefano Spagnolo. Fernandel.
- Intervista. Elisabetta Beneforti. Il popolo del blues.
- Sei concreti e taglienti racconti di sopravvivenza. Elisabetta Beneforti. Il popolo del blues.
- Sei racconti di micidiale intelligenza. Enrico Remmert. Rolling Stone.
- Sotto voce o quasi. Renato Barilli. L’immaginazione.
- Intervista (audio). Tommaso Giartosio. Fahrenheit Radio 3 - Rai.
- Tecnologie per inetti. Daniela Carmosino. Conquiste del Lavoro.
- Passione e declino di un dirigente attraverso gli occhi del suo autista. Giuseppe Berta. La Stampa.
- C’eravamo tanto amati nei gironi di Mirafiori. Vera Schiavazzi. La Repubblica – Torino.

Al Fiocco Nero

Nascono bimbi vivi da mamme vive, bimbi morti da mamme vive, bimbi vivi da mamme morte, bimbi morti da mamme morte. Escludiamo, per semplicità, parti plurimi e uteri in affitto. C’è una mamma che partorisce un bambino. Ok? Come tirare due monete. La mamma cade viva o morta. Il bambino anche: lato vivo, lato morto. Due fattoriale uguale quattro combinazioni possibili: VV, MV, VM, MM. Provate a tirare un po’ di mamme e un po’ di bambini.

Citazioni

Gli rispose il padre: «Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo».

Papà sta rassicurando Figlio Babbione, il figlio rimasto, il figlio formica: «Tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo. Tutto. Festeggiamo Figlio Prodigo perché torna a vivere da servo su una terra non più sua».
Bentornato.
Benvenuto nel regno di Padre e di Figlio Babbione. Il vitello grasso è preso da una mandria che oggi è di Padre, domani sarà di Figlio Babbione. Il vitello grasso è un dono, un carnevale. Così: ci andava di farlo. Il vitello grasso è per Figlio Prodigo, non di Figlio Prodigo. Oggi salta agli occhi – di servi, donne, lettori – il vitello regalato. Negli altri giorni della vita salteranno agli occhi – ai tuoi occhi, Figlio Prodigo – i vitelli non regalati. E salteranno al forcone con cui rivolterai il fieno, e alla forza che metterai per guidarli nei campi.
Tutto ciò che è di Padre, domani sarà di Figlio Babbione. E tu sarai lì a vederlo.
Credevamo non saresti tornato.
Temevamo di riconoscerti, un giorno, fra i ricchi e i potenti.
Invece ci porti una buona novella. La più dolce delle buone novelle: Figlio Prodigo è una colomba fallita. Figlio Prodigo è andato per mare, e torna senza niente in bocca. Si è sfiancato volando e non ha trovato nulla.
Sei la prova che nell’azzurro sterminato e scintillante dell’oceano non c’è vita. Quale gioia più grande per chi non ha rischiato, per chi, come noi, è rimasto fermo? Il legno marcio dell’Arca, il buio, la promiscuità forzata, le patate germogliate, sono tutto ciò che galleggia.
Temevamo di riconoscerti, un giorno, fra i ricchi e i potenti.
Mai, mai avremmo sperato che ti saresti consegnato a noi in questo stato. Disarmato. Un servo col ricordo della vita dei padroni. Un servo che, per una notte, si è illuso di tornare padrone. Un servo a cui, di tanto in tanto, rinfrescheremo la memoria, domani è il tuo compleanno, ceni a tavola con noi?
Verremo a cercarti nella baracca dei servi per invitarti a festeggiare.
Nessun altro servo sarà in grado di misurare con altrettanta precisione la distanza che lo separa dai padroni. Da questi padroni. Nessun altro servo sarà in grado di ricordarci con altrettanta precisione la distanza che ci separa dai servi. Da questi servi.

Grazie, figliolo. Grazie, fratello. pp. 182-183
(continua)


Cattivi600.jpg
Piccoli animali.jpg
Votate 2.jpg
Maurizio Torchio 1.jpg